Monticchiello, 4° parte…

Mentre scorrevo fra quelle vie, fra crepuscoli di luce e ombre sempre meno presenti, una scia di un piccolo aereo solcava il cielo. Certe volte immagino la gente in viaggio, l’attesa per vedere la meta amata, e quella visione del paesaggio che sorvola territori unici, quelli della nostra amata Italia….

Dimore minimali, con quel segno inconfondibile della pietra, il duro lavoro di una volta, la fatica di portare il materiale fin lì, con salite talvolta ripidissime. E poi la quiete, quel silenzio che la notte ti avvolge, rendendoti invisibile alla vita….

Una porta aperta lasciava entrare un raggio di sole, un tavolo dal sapore antico sembrava assorbirne la sua luce. Mi ha sempre stupito l’assoluta onestà della gente dei piccoli borghi. Noi cittadini siamo abituati a chiuderci in casa con doppia mandata di ferri, invece mi capita spesso di passare in piccole vie con stendini nelle contrade, porte socchiuse e talvolta gente seduta sull’uscio…

Fantasmi di ombre e luci giocavano sui muri della case, creando forme armoniose, fuggenti, piccole crisalidi di ombre in divenire, quasi a voler abbracciare il passante raccolto nel suo muto pensare….

In una casa nell’ombra più netta di una via stavano eseguendo dei lavori, una tavola permetteva di portare il materiale all’esterno con la carriola. Il rumore delle mazzette e il vociare degli operai all’interno riportavano alla realtà di tutti i giorni, sospendendo solo per qualche attimo l’atmosfera raccolta del piccolo borgo….

Una casa apparentemente vuota, un’ombra si arrampicava come un piccolo geco sulla facciata in calce e mattoni. Ecco l’atmosfera contadina farsi viva, da una piccola aia sottostante arrivavano i canti delle galline, e altri animali da cortile. Ero di nuovo immerso in un angolo di solitudine e stavo andando verso le mura perimetrali per assorbire altra bellezza…

Domani vedrete bellissime immagini della campagna della Val D’Orcia, fatemi sapere se vi piace lo stile poetico romanzato che ho voluto dare al blog. A me sembra più bello alla lettura, ma magari non tutti la pensano così…😉👍

7 pensieri riguardo “Monticchiello, 4° parte…

  1. Non amo particolarmente i colori troppo caldi, ma quando sono quelli della pietra (o dei mattoni) dei vecchi borghi, la musica cambia… in meglio!

    Begli scorci, belle foto, bel racconto… bello tutto! 🙂

    1. grazie mille per aver apprezzato, mi fa molto piacere. Riguardo le tinte calde, nei borghi le uso spesso evidenziandole, perché danno quel senso di calore e intimità che ci fa apprezzare di più il borgo stesso. Ricordano molto le sensazioni legate ai tramonti d’inverno….👍😉

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