Tramonto su Genova, 3° parte..

Siamo arrivati al momento del tramonto, d’inverno è un attimo, basta fare due passi ed ecco che dal cuore del pomeriggio ti trovi avvolto dalla penombra della sera. Le ombre si stavano allungando sulla città, salgo di corsa su un colle per raccogliere gli ultimi raggi del sole…

La palla di fuoco stava avvicinandosi ai monti, i ponti radio creavano una prospettiva assai futuristica, rimango fermo per qualche minuto, anche per riprendermi dalla fatica della corsa in salita….

Sono in parte avvolto dalla vegetazione spoglia dell’inverno, il sole saluta il giorno con l’ultimo inchino, altri ponti radio fanno da cornice alla Riviera di Ponente che da qua si vede per intero. Raffiche di vento sempre più tese annunciano il freddo della vicina notte…

Quando anche l’ultimo raggio di sole lascia il giorno, il buio in montagna si fa subito vivo. Riprendo velocemente a camminare per raggiungere un altro punto più in basso, dove oltre a sfruttare un po’ di luce posso osservare la città di Genova dall’alto…

Mentre scendo di corsa dal monte osservo la Riviera di Ponente avvolta dalla magica luce dell’ora blu. Ascolto musica con le cuffiette, i ponti radio mi ricordano i miei lontani trascorsi radiofonici. Quante emozioni all’epoca!! Conducevo un programma nel primo mattino, ero quello che apriva le trasmissioni. Fui innovatore in molte scelte, avevo un modo di condurre all’americana, all’epoca nessuno lo faceva, gli ascolti erano così alti che il telefono suonava in continuazione. Non ho mai avuto tante donne che mi seguivano come allora, questo perchè la radio permetteva d’immaginarsi le persone, e chissà come mi vedevano!!

Qualcuno di voi si starà chiedendo in cosa consisteva una conduzione all’americana. Era un modo assai originale di catturare l’attenzione, impostavo la voce sui toni molto bassi e profondi, invece che annunciare i brani, raccontavo la città, il suo risveglio. Era una narrazione delicata, poetica, un ottimo modo per incominciare la giornata. Vi faccio un piccolo esempio, immaginate la voce come vi ho descritto….” Il sole spunta sulla città di Genova, si sente il rumore dei mercati, il brusio della gente, il suonare dei clacson. Avvolti nelle brume della notte che sfuma, assorbiamo la bellezza che è in noi e costruiamo il nuovo giorno…..” Andavo in onda così fra un brano e l’altro, curavo anche il meteo personalmente, e cercavo quasi solo belle notizie, il mio programma durava 2 ore…

Come avete visto è giunta la notte, ora ci mettiamo in un punto panoramico e da lì vi faccio osservare gran parte della città nelle luci della vicina notte. Siete pronti, domani inizia il viaggio aereo…” 😉

22 pensieri riguardo “Tramonto su Genova, 3° parte..

  1. Bel tramonto (ok, se c’è qualche nuvoletta lo prediligo, ma non ci si può certo lamentare) e ottima conduzione del programma, Max! Sì, ce l’hai dello speaker e mi sarebbe piaciuto ascoltare uno programma condotto da te, perché di certo era qualcosa di sussurrato e non urlato come avvine spesso ora.

    A domani per le “luminarie” 🙂

    1. sì, la particolarità del mio programma era proprio una narrazione soffusa, visto che fra l’altro accompagnava il risveglio, uno dei momenti più critici della giornata. Gli ascoltatori dell’epoca erano davvero contenti di questa novità. Pensa c’era una ragazza che mi chiamava ogni mattina, diceva di registrarsi tutti i programmi, non se ne perdeva uno! E così altre centinaia, ero popolare all’epoca, poi finito il periodo radiofonico sono tornato un po’ nell’oblio, ma non del tutto, poi racconterò altri aneddoti… 😉

  2. Max! ahahaha perchè hai lasciato la radio! :-p queste notizie disseminate nella narrazione ne aumentano l’appeal 🙂 Per il resto con te ormai, si va sul sicuro. Sei la coccola serale 😉

    1. la storia è molto lunga, all’epoca c’erano le famose radio libere, poi chiuse per la maggior parte, in Liguria su scala locale ne sono rimaste una decina, ormai ci sono solo le nazionali, ed entrare in quelle non era certo una passeggiata. Poi c’era il discorso famigliare, all’epoca ero un ragazzo, i miei hanno sempre voluto che andassi a lavorare, per loro quello era solo una perdita di tempo, probabilmente insistendo di più in quel campo avrei potuto fare certamente strada. Quello sarebbe stato sicuramente il mio mondo!!!😉

      1. no.. vabbè! sono molto colpita, curiosa e adesso comprendo anche l’amore che dicevi per la musica e la capacità narrativa che hai! Un vero peccato non aver continuato ma è “servito” lo stesso! la passione resta e questo, è quello che conta 🙂

    1. come dicevo anche sopra il discorso è un po’ vasto, ormai sono rimaste solo le radio nazionali, entrare in quel mondo non è certo facile, una volta era diverso, c’erano molte emittenti locali, e in quelle entrare era molto più semplice. Pensa che quando feci il provino per quella radio mi trovarono così preparato che il giorno dopo andai subito in diretta. All’epoca poi dovevi gestire tutto, dalla regia alla pubblicità, avevi la radio completamente nelle tue mani, ora ci sono moltissimi tecnici dietro ad ogni programma, anche i discorsi sono preparati, una volta s’improvvisava, arrivavo e cominciavo a parlare….

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