Matera, 15° parte…

“… Saper osservare, scegliere i punti dove c’è meno gente, sentire il paesaggio, queste sono cose essenziali per raccontare un posto, un borgo, un viaggio. Trasmettere emozioni può essere considerata arte, dipende dai punti di vista, tutto è relativo.

 

Scendiamo nelle vie trafficate, Matera vista da angolazioni differenti sembra sempre una città diversa. E’ incredibile quanti volti riesca ad avere questo borgo storico, ho scattato 300 foto, eppure tutte mi hanno emozionato, tutte mi hanno saputo trasmettere qualcosa. Questa è la magia di Matera.

 

La sua stessa architettura, i muri, le case, hanno qualcosa di particolare. Se notate non ce n’è una uguale ad un’altra. A differenza delle città moderne, dove spesso si vedono file interminabili di case tutte uguali, senz’anima da un punto di vista fotografico, qua ogni singola costruzione ha qualcosa da raccontare. Sono piccole sensazioni che forse solo un’anima poetica riesce a sentire, eppure ci sono.

 

Incroci, vie che arrivano, che partono, strade che sembrano avvolgersi su se stesse, armonie di visioni che arricchiscono la mente, la creatività di chi sa osservare col cuore. Quando ho scattato queste immagini eravamo ad aprile, il caldo soffocante di questi giorni era ancora lontano, c’era quel piacere di camminare per giornate intere che l’estate di solito ti leva, almeno quando c’è il caldo di questi giorni.

 

Matera è affollatissima, in queste immagini ho cercato di levare la parte più affollata, ma nella prossima intendo farvela vedere. E’ una realtà bella quella del turismo, soprattutto per chi vive di turismo, ma per chi vuole osservare un paesaggio spesso leva quella poesia che una solitudine diffusa regala a piene mani. E’ una questione di scelte, c’è chi decide di farsi selfie in zone affollatissime, in mezzo al caos delle grandi folle, e c’è chi desidera trovarsi nella solitudine dei grandi spazi, libero di viaggiare con la mente e di osservare la purezza della natura, della storia. Io appartengo alla seconda categoria.

 

Domani il mio racconto di viaggio prosegue, ringrazio di cuore chi mi legge giornalmente, buon venerdì a tutti, vi aspetto come sempre per regalarvi emozioni….” 😉

 

3 pensieri riguardo “Matera, 15° parte…

    1. Di sicuro l’inverno è la stagione migliore, ma anche l’autunno o la primavera, io ci sono stato ad aprile, faceva già caldo ma si riusciva a camminare ancora bene, ora sarebbe un inferno, col caldo che ci troviamo!
      Mi fa piacere che apprezzi il mio blog, buon wek end…

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