Tramonto a Varigotti, 10° parte…

 “…. Tranquilli amici, del mio lungo viaggio ne parlerò per mesi, per il momento finiamo il viaggio già iniziato, quello di Varigotti. C’eravamo lasciati esplorando il centro storico del borgo, riprendiamo il viaggio proprio da lì. Ecco un bel vicolo che va verso il mare, percorriamolo insieme.

Si rimane sempre affascinati quando la luce del caldo sole del tramonto accarezza i nostri volti, quando scopriamo angoli semplici, eppure genuini, speciali nella loro eterna purezza.

Torniamo verso l’interno, la fortuna di fotografare d’inverno è scoprire questi borghi nella loro splendida meraviglia, senza la calca di gente delle altre stagioni, soprattutto l’estate. Per noi fotografi questa è una vera fortuna.

Ecco un’altra bellissima piazzetta affacciata sul mare, delle panchine sembrano richiamarci per farci rilassare nella tenue luce del tramonto, ormai imminente.

Ma io da buon esploratore, e da infaticabile camminatore, non ho certo il tempo di fermarmi, e dunque via alla scoperta di luoghi nuovi prima che cali il sole. Questo cartello ci indica un bellissimo parco sul mare, siete curiosi? Domani saliamo insieme, non mancate… ” 

Perdonatemi se non passo nei vostri blog, tra foto da sistemare e risvegli alle 5 per lavoro ho davvero pochissimo tempo, grazie mille delle vostre letture….

 

 

8 pensieri riguardo “Tramonto a Varigotti, 10° parte…

      1. Perdonerai se invado il tuo spazio per un luogo che a livello sentimentale mi è carissimo:
        “Nel territorio si trovano tracce di attività umana a partire dal paleolitico superiore.

        Secondo la tradizione presso Sperlonga sorgeva la città di Amyclae (in greco Αμύκλαι), fondata dagli Spartani.

        In età romana sorsero nel territorio numerose ville, la più celebre delle quali è quella appartenente all’imperatore Tiberio, comprendente una grotta naturale modificata e decorata con sculture del ciclo dell’eroe omerico Ulisse. Le ville erano inoltre centri di produzione per l’industria della pesca (vasche per l’allevamento).

        Nel sesto secolo i ruderi della villa imperiale furono adoperati come rifugio dagli abitanti del luogo, ma il paese si sviluppò intorno ad un castello sul promontorio di San Magno (65 m s.l.m.), uno sperone dei monti Aurunci, a difesa dalle incursioni via mare dei Saraceni, prendendo il nome dalle numerose cavità naturali della zona (speluncae)”

        shera🏊‍♀️🚣‍♀️

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