Tramonto a Camogli, 1° parte…

 ” Sabato 17 novembre 2018, sono a Camogli, ci ritorno dopo averla vista mesi prima nelle luci di fine estate. Il primo freddo abbraccia la Liguria, c’è un vento teso, quello che ti sferza il volto, che ti ricorda con prepotenza l’arrivo dell’inverno. Le luci dorate del tramonto cominciano a colorare tutto il paesaggio, sono così intense che si riflettono sulle pareti delle case, anche i monumenti si vestono di quelle luci calde, così amate dai fotografi.

Decido d’iniziare il percorso da una parte meno nota di Camogli, il suo interno, quella che io chiamo “l’altra Camogli”. La mia musica chillout è pronta a regalarmi un’altra bellissima giornata, sto per scrivere delle pagine stupende, proprio ispirato dalle sue note. Percorro vie poco frequentate, i sapori delle varie botteghe si mischiano col sapore del mare, che oggi è muto, come un bimbo che è stato appena sgridato.

Le ombre vive dipingono il borgo, come pennelli su una tela si distendono sulle pareti delle case, ne esaltano l’anima, sembrano parlarti, per raccontarti la loro verità. Mi soffermo su ogni particolare, ammiro quella Camogli che non vi fanno mai vedere, quella Camogli nascosta, timida come lo sguardo di un adolescente che s’innamora per la prima volta.

Spesso la bellezza è oltre le apparenze, oltre i sipari delle case, nel ventre di un borgo, nell’anima delle sua mille realtà, quelle fatte di cose semplici, umili, fragili. Si veste di spazi, dimore, ricordi, è un faro che t’illumina mentre sorseggi un caffè, mentre sfogli un giornale, mentre ascolti l’emozione dei suoi abitanti, in quel bisbigliare sordo che ti parla di mare.

I colori accesi delle case mi avvolgono, m’illuminano come fari nella notte, mentre cammino lentamente assorbendo emozioni, raccogliendo pensieri, idee, attimi di un’esistenza che si rinnova passo dopo passo, minuto dopo minuto.

Scendo per vicoli, contrade che ricordano la mia Genova, e mi affaccio al mare. Oltre quelle case il paesaggio muta, tutto diventa diverso, come un quaderno sfoglio le mie pagine, e guardo oltre, libero dalle sfumature del mio passato, aperto alle nuove forme di pensiero. Accarezzo angoli, scruto percorsi, mi sento vivo, felice e puro come l’acqua che scorre nei piccoli rivi per giungere al mare.

Sono nel porticciolo, l’ultima volta che l’ho visto faceva caldo, c’era un mare di turisti, alcuni erano in costume, poco più in là si faceva il bagno. Ora ci sono pochi turisti, la quiete sembra dominare la scena, le voci dei pescatori animano quegli spazi accarezzati dai raggi sempre più bassi del sole. Mi rendo conto di quanto sono fortunato a poter vedere questi angoli di Liguria in ogni momento dell’anno, mentre molte città sono avvolte dalla nebbia, dove l’inverno scrive le sue pagine più grige.

Nel prossimo post arriveremo sulle spiagge, e sarà poesia…” 

To be continued….

 

6 pensieri riguardo “Tramonto a Camogli, 1° parte…

  1. In questa prima parte di Camogli ogni foto ci regala dei colori bellissimi. I colori caldi contrastano con l’aria fredda di novembre creando qualcosa di speciale. Alla prossima! 🙂

    1. grazie mille delle tue opinioni, già, i colori caldi dell’inverno sembrano contrastare i primi freddi di novembre. Vedrai nei prossimi post che immagini speciali….😉

  2. Ciao Max
    con questi tuoi versi accompagnati dai tuoi scatti ci hai fattoil dono prezioso di chi ama la sua terra e sa renderla al meglio. Bellissimo questo tramonto a Camogli in ogni sfumatura.
    Grazie!
    Un abbraccio
    Chiara

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