Castell’Arquato, 10° parte…

“…. Sono entrato nel Castello, ero il primo visitatore, il silenzio è rotto solo dal rumore dei miei passi che facevano cigolare la scale in legno salendo i vari piani. Entro nelle prime stanze, lo faccio quasi in punta di piedi, come se quegli ambienti fossero ancora abitati. Resto affascinato dall’arte di un tempo che permetteva di creare opere d’ingegneria partendo da cose basilari.

Gli ambienti sono piccoli, scarni, essenziali direi. All’interno sono esposte varie costruzioni che ci fanno vedere come si svolgeva la vita degli operai nei cantieri di un tempo. Molti cartelli descrivono nei dettagli le varie fasi. E’ curioso vedere anche i vestiti dell’epoca attraverso queste figure storiche.

Chiudendo gli occhi riesco a vedere questi personaggi nella loro vita quotidiana, alle prese con i loro strumenti di lavoro. Chissà i loro capi se erano severi nei loro confronti! Di certo la vita all’epoca era completamente diversa da come possiamo immaginarla oggi, non c’erano distrazioni, tutti erano concentrati sul proprio lavoro.

Un quadro ci permette di vedere la scena al meglio, c’immedesimiamo in quell’ambiente colmo di gente, il cantiere era davvero grande come tutto il borgo, ognuno aveva la sua mansione, mentre i progettisti dell’epoca sceglievano le varie fasi di lavorazione con scrupolo e determinazione.

Entro in un altro ambiente, questo è vuoto a parte due armature ad altezza naturale che riproducono due guerrieri. Pensare con quale peso addosso dovevano combattere sembra quasi incredibile. Per difendersi dalle spade dovevano ricoprirsi completamente di ferro, quando camminavano si portavano dietro almeno il doppio del loro peso, anche i movimenti non dovevano essere agili, e richiedevano uno sforzo enorme.

Ogni singolo punto del Castello ci mette di fronte a realtà storiche che viste dal giorno d’oggi sembrano davvero incredibili, eppure un tempo si viveva, si combatteva così. Le guerre di un tempo erano atroci, molti morivano dissanguati, la medicina di un tempo era scarna, e anche le cure prestate ai feriti erano davvero minime.

E’ sempre interessante capire la vita di un tempo, tutti noi deriviamo dai nostri antenati, da coloro che in qualche modo ci hanno tramandato il loro sapere, la loro arte, la loro cultura. Chissà cosa penserebbero i nostri antenati se vedessero la vita di oggi!

La visita prosegue… tornate a visitarmi….” 

 

 

4 pensieri riguardo “Castell’Arquato, 10° parte…

  1. I tuoi commenti sono sempre inviti alla riflessione che non si possono lasciar cadere nel vuoto… E’certo che l’uomo d’allora fosse molto diverso da quello dell’oggi, se non altro per la maggior capacità di sopportazione della fatica e del dolore. Del resto le condizioni di vita erano molto più disagiate, non solo per il popolo…

  2. grazie mille del commento, mi fa piacere che stai apprezzando questa visita al Castello. E’ sempre interessante visitare questi castelli e immaginare come doveva essere la vita di un tempo. Al giorno d’oggi ci lamentiamo di qualsiasi cosa, all’epoca forse non si lamentavano neppure, lavoravano e basta.

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