Tramonto a Camogli, ultima parte.

“…… L’ora blu stava per lasciare posto alla notte, un’altra bellissima giornata invernale si stava chiudendo, fra luci in divenire, e quel colore acceso che incanta ogni volta. Il fascino del tramonto sa sempre essere unico, da ogni parte lo si osservi, non c’è persona che non ne rimanga incantata.

Siamo tornati dove avevamo iniziato questo viaggio a Camogli, ed ecco nelle luci della prima sera il famoso castello che ora acquista una nuova prospettiva, quasi onirica, un’atmosfera fiabesca che rapisce lo sguardo di ogni turista.

Camogli è bella anche di notte e queste immagini lo dimostrano, ci sono località che in qualsiasi momento del giorno le osserviamo riescono ad incantarci sempre, Camogli è una di queste. Poi quando s’incontrano giornate meravigliose come quella che vi ho descritto il fascino aumenta ancora di più.

Le immagini che state vedendo sono scattate a mano libera con iso molto alti, questo da una parte ci fa vedere una luce ancora maggiore di quella che vedremmo ad occhio nudo, ma allo stesso tempo introduce il famoso rumore d’immagine, che molti di voi avranno notato. Come vedrete in seguito c’è un metodo per scattare foto notturne senza questo artefatto visivo.

Non sempre abbiamo voglia di portarci dietro il cavalletto, io di solito non lo porto mai, andando di corsa di qua e di la è sempre un impedimento, soprattutto se si cammina per giornate intere, ma ci sono metodi alternativi che in molte occasioni vengono proprio bene.

La tecnica che vi farò conoscere con le ultime immagini di questo post si chiama lunghe esposizioni. Se avete la fortuna di trovare un muretto, una superficie piana dove posare la vostra macchina fotografica potrete usare questo stratagemma. Regolate gli iso della vostra macchina verso valori bassi, tipo 100 iso. Se inquadrate la scena l’automatismo vi farà vedere che per esporre correttamente la scena occorre un tempo di diversi secondi. Fermate il sollevamento dello specchio tramite le impostazioni,  e fate in modo che lo scatto parta con un ritardo di 2 secondi attraverso l’autoscatto. In questo modo dopo aver premuto il tasto per scattare la foto dovrete solo attendere che la macchina si fermi da sola. Ed ecco il risultato. Le luci aumentano, il mare diventa seta, sparisce il rumore d’immagine e la nitidezza aumenta.

Con questa tecnica possiamo scattare anche in piena notte, se avete la fortuna come detto sopra di trovare superfici piane dove posare la macchina non dovrete neppure portarvi il cavalletto. Spero che questo piccolo tutorial vi sia stato utile, nel caso potete chiedermi dettagli.

Bene, il nostro viaggio a Camogli è terminato, dal prossimo post vi porterò a Nervi, per osservare un nuovo tramonto d’inverno. Nervi sarà anche la località scelta per la prossima edizione di Euroflora, ve ne parlerò proprio durante la prossima narrazione….”

 

 

5 pensieri riguardo “Tramonto a Camogli, ultima parte.

  1. Le prime e le ultime due sono le foto che preferisco. Anche se ti devo dire che tenterei un esperimento hdr per dare quel poco di luce in più, soprattutto alle ultime due. Potrebbero rivelare maggiori dettagli. Ciao

    1. intanto grazie del commento e della tua attenzione. 😉 Riguardo le foto, indubbiamente con la tecnica dell’hdr si otterrebbero risultati differenti, ma spesso quando catturo un’immagine desidero che chi la osserva provi le stesse sensazioni che ho provato io al momento dello scatto. Se un luogo è buio, voglio trasmettere quelle sensazioni, un’immagine chiarissima, sebbene ricca di dettagli non trasmetterebbe l’atmosfera di quel particolare momento che intendevo fermare. 😉 Questo ovviamente è un mio punto di vista del tutto personale, ogni fotografo può decidere come interpretare al meglio le proprie immagini. 😉

      1. Il mio era solo un suggerimento. Anch’io spesso non modifico la foto. A volte sperimento senza stravolgere lo scatto, ovviamente. E i risultati possono creare nuove e migliori emozioni.

  2. La tecnica delle lunghe esposizioni è una di quelle che preferisco. Prendendo come soggetto un centro città trafficato, per esempio, spuntano una miriade di linee luminose che sono i fanali delle auto. Essendo appassionata di astronomia so che viene ampiamente usata anche per fotografie astronomiche. Bellissime foto come sempre! Grazie per il tutorial e alla prossima! 🙂

    1. Grazie a te della tua attenzione e del graditissimo commento. 😉 La tecnica delle lunghe esposizioni da il meglio di se proprio con le luci della città, con quelle scie di colori che creano una suggestione davvero particolare, anch’io in passato mi sono cimentato con questa tecnica per cogliere alcuni aspetti onirici delle città 😉
      Riguardo l’astronomia, qua il concetto è più difficile, occorrono apparecchiature particolari per ottenere immagini sensazionali, come molte che si osservano sui libri di fotografia o di scienza. 😉 Argomento in ogni caso interessantissimo!

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