Da Tellaro a S. Terenzo, 3° parte.

“….. Passato il vecchio borgo abbandonato, il sentiero attraversa uliveti e terrazzamenti fatti con muretti a secco, tipici della Liguria. Il panorama qua è coperto dalla vegetazione, ma poco più avanti incontreremo un punto panoramico fantastico, dove mi sono fermato per scattare gli spettacoli che vedrete in questo post.

Grazie ai due teleobiettivi che mi ero portato con me osserverete le isole di Portovenere e la stessa Portovenere da una prospettiva insolita. La giornata abbastanza limpida ci da modo di cogliere molti particolari che in caso di foschia non si sarebbero visti. Durante l’estate la visibilità di solito è molto inferiore, proprio a causa dell’aria umida e della foschia, per questo molti scenari marini è preferibile coglierli nelle luci dell’inverno.

Ecco Portovenere, la sua inconfondibile insenatura, si distinguono anche i colori accesi delle case. Questo tratto di costa, assieme alle 5 Terre, è uno degli angoli più visitati e fotografati della Liguria, nonchè uno dei più suggestivi.

Ci avviciniamo ulteriormente, a mano a mano si distinguono molti particolari, che, per chi conosce questi posti, non mancano di alimentare ricordi e sensazioni in divenire. Tutto il paesaggio diventa una poesia, una cartolina della nostra magnifica Italia.

Navi che escono ed entrano nel porto di La Spezia, segnando rotte marittime, le grandi vie del mare, dove il traffico non si ferma mai. E’ dura la vita di chi vive in mare, spesso si sta fuori dei mesi, in balia di un mare sovente in burrasca, con ritmi di lavoro quasi continui. Mi è capitato per lavoro di vivere mesi su navi simili, e ho visto da vicino la realtà di questa vita da marittimo.

Ma ora sono qua per voi, a narrare la parte poetica dei viaggi, le mille sensazioni che la natura e l’ambiente ci offrono. E dunque si prosegue, nel prossimo capitolo vedremo frazioni sulle colline, la campagna ligure, i suoi lavori, e poi l’arrivo nella baia di Lerici.

Non vi resta che ripassare per leggere la nuova puntata, ricca di emozioni da trattenere al cuore…..”  

 

 

4 pensieri riguardo “Da Tellaro a S. Terenzo, 3° parte.

  1. Che obiettivo usi? Io ad esempio ho un 55-200. Poi per gli scatti da fare allo stadio o a distanze considerevoli, nolleggio un 1300. Ciao

    1. Grazie del commento, io uso il 18-135 di base, poi porto sempre con me il 55-250 per le lunghe distanze. Poi ho anche un macro 100 mm F2,8 che uso prevalentemente in primavera per i macro ai fiori. 😉

      1. Io di base uso un 18-55, poi ho un vecchio 24 Pentacom a ottica fissa che uso come grandangolo, un 135, sempre a ottica fissa che usavo 30 anni fa e che grazie ad un anello adattatore sono riuscito a recuperare. Perde un pò nella messa a fuoco, però con l’alteo vecchio 50 a ottica fissa, cerco di usarlo per fare foto “creative” e dal gusto retrò. Non essesndo ottiche digitali, mi lasciano un pò di vignettatura, ma va bene così. Ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: