La Certosa di Calci, 5° parte…

Ogni stanza era adibita alla riflessione e alla preghiera, c’erano piccola altari ovunque dove i vari monaci s’inchinavano per pregare. Immaginate la vita di queste persone, fuori dal mondo in tutti i sensi, rinchiusi in questa immensa Certosa, ma isolati da tutto ciò che era la vita di ogni giorno….

I soffitti spettacolari sono un proseguo alla bellezza dell’arte che troviamo sulle pareti e un po’ ovunque. Di certo la contemplazione artistica non mancava, anche se immaginare una vita passata qua non è proprio cosa da tutti. Oggi ci sentiamo privati degli incontri per via della pandemia, pensate che questi monaci passavano una vita intera in solitudine….

Questa stanza rettangolare è molto particolare, qua infatti si riunivano solo una volta alla settimana per parlare fra loro di ogni cosa, ma questi incontri erano molto brevi, circa un’ora, poi ognuno tornava nelle sue stanze, nei loro mini appartamenti, e si ritraeva nuovamente nella solitudine completa….

In fondo a questa stanza adibita agli incontri di cui vi ho parlato c’è un’altra opera d’arte, posta sopra ad un piccolo altarino. Da notare anche il tratto del pavimento che riprende quello dei saloni, conservando lo stesso schema prospettico….

Questa Certosa al suo interno ha anche un chiostro davvero bello, all’interno del quale c’è un vasto giardino, di cui vi racconterò alcune curiosità in merito. Le porte che vedete lungo il perimetro sono le entrate dei vari appartamenti di cui vi ho parlato prima, e che vedremo meglio più avanti….

La bellezza di questo giardino con la fontana ricca di sculture al centro, è già di per se uno spettacolo. Da notare anche la pavimentazione che ricorda molto il periodo storico nel quale è stata creata, qua sembra davvero di essere tornati nel medioevo….

Domani proseguiremo a vedere questo vasto chiostro, e le sorprese non mancheranno, come sempre vi aspetto qua sul mio blog. Buona domenica a tutti…😉😊👍

La Certosa di Calci, 4° parte…

Ammirare l’arte è come entrare fra i versi di una poesia, ogni parola ti trasporta emozioni, così come qua ogni singolo particolare ti ricorda qualcosa, o ti porta a creare altre cose. C’è sempre da imparare osservando i capolavori di chi ci ha preceduto…

Ogni monaco all’interno di questa vastissima Certosa aveva i suoi spazi, dove pregare, dove dormire, dove vivere la sua eterna solitudine. Immaginate di essere in quell’epoca, fuori solo il rumore di qualche carro, poi i suoni della natura, e l’infinito silenzio delle preghiere. Qua ognuno era orfano dei suoi ricordi….

Stiamo esplorando altri spazi, i piccoli appartamenti di questi monaci, con i loro altari, i loro soffitti ricchi d’arte, e quel mistico coinvolgimento dove emozioni e sensazioni ruotano attorno alla storia che qua è passata per secoli e secoli, lasciando tracce di meraviglia e polvere d’infinito…….

Siamo entrati in un’altra piccola stanza, ecco un altro altare dove pregare, altri spazi dove il tempo era avvolto di significati, ma dove le stesse ore erano racchiuse nei verbi di luci che entravano da quelle finestre. Ora in tempo di covid vanno aperte spesso per cambiare l’aria, la nostra guida ne apre una appena siamo tutti nella stanza. Oggi la vita è anche questa….

Un’altra porta si apre verso uno spazio molto particolare, qua si riunivano per pregare, ma anche per organizzare la vita, il superiore parlava agli altri che erano seduti sulle panche che si vedono spuntare. Questa prima visione d’insieme serve ad introdurci nel nuovo percorso….

Una cosa di cui ancora non vi ho parlato sono i pavimenti, come avrete notato nell’immagine che avete appena osservato, appaiono tridimensionali. La costruzione particolare di questi pavimenti era stata proprio creata per donare un effetto strepitoso a chi lo osservava. Lo stesso pavimento sembrava quasi uscire dal suo spazio per creare forme diverse, a seconda di come lo si osservava. Torniamo all’arte, con questa bella rappresentazione di fede, una vera illuminazione, dove alle preghiere recitate di fronte ad essa, si univa quel dono di luce che riusciva ad oltrepassare l’anima di chi entrava in sintonia con l’opera…

Domani come sempre proseguiremo questo bel viaggio nell’arte e nella storia, fra sensazioni d’altri tempi, e quella bellezza che da ogni angolo sembra abbracciare i nostri sguardi. Grazie mille delle vostre letture e dei vostri sentiti commenti…👍😉😊

La Certosa di Calci, 3° parte…

Gli occhi sono puntati al cielo mentre c’immergiamo fra dipinti che non conoscono lo scorrere degli anni, e ascoltiamo la voce della nostra guida che ci spiega ogni particolare di questa grandissima Certosa. Il piacere della bellezza si unisce a quello della scoperta….

Ogni singolo centimetro di quella Chiesa è dipinto, non si trova un minimo spazio bianco, ovunque si osservi l’arte è con noi, pronta ad avvolgerci con i suoi colori, con le sue sfumature, con la pregevole ricchezza di chi ha progettato tali opere….

Quando si entra in uno spazio simile si rimane colpiti da tutto ciò che ci circonda, non è tanto il singolo particolare a lasciarci senza parole, ma l’insieme delle opere esposte. Tutto sembra creato per destare stupore in chi entrava in quello spazio di preghiera e silenzio….

Certi particolari poi, se osservati da vicino, grazie all’uso del teleobiettivo, permettono di cogliere un’infinità di piccoli capolavori che nella visione d’insieme sarebbero certamente sfuggiti. Per questo talvolta le immagini riescono a donare a chi le osserva quel qualcosa in più, anche rispetto alla stessa visita, dove i soggetti spesso appaiono distanti da noi……

Attraverso la fotografia si possono cogliere anche i colori primari dell’opera, togliendo quella tipica luce gialla che di solito ci avvolge all’interno delle Cattedrali, delle Chiese, o di molti spazi espositivi. Le prime immagini di questo viaggio ho voluto farvele vedere come se voi stessi foste li ad ammirarle, ora invece sceglierò di farvele vedere sotto una luce nuova. Noterete come gli stessi dipinti appaiono ancora più belli, in quanti i colori sono puri, senza ombre di colore aggiunto dalle luci presenti sulla scena….

E dunque lasciate correre la vostra fantasia, ora siete nel 1300, le opere sono appena state completate, e voi siete lì ad ammirarle, ascoltando il vociare echeggiante dei vari personaggi. Attorno a voi i tipici costumi dell’epoca, e le varie categorie di lavoratori che hanno seguito l’opera, durata molti anni….

Domani questo grande viaggio prosegue, dopo aver ammirato le grandi opere della Chiesa principale, entreremo nelle piccole stanze dei monaci, dove pregavano e conducevano la loro vita. Vi accompagnerò nelle loro storie, seguitemi….😉👍

La Certosa di Calci, 2° parte…

La bellezza ci accoglie, già il vasto cortile che precede l’ingresso ci trasporta in una dimensione di silenzio e splendore. Le stesse statue sembrano invitarci al silenzio e alla riflessione, mentre cominciamo a percorrere pagine di storia….

Il cielo è a tratti nuvoloso, fa abbastanza freddo, è la classica giornata d’inverno, con le nebbie che durante la prima mattina avevano avvolto il paesaggio, e che ora lasciavano spazio ad una fredda umidità. La vastità mi avvolge, le emozioni sono pronte ad entrare in me, come raggi del sole alle porte del giorno…

Gran parte della struttura è adibita a Museo, infatti nel palazzo in fondo potete scorgere uno scheletro di dinosauro che appartiene alla parte museale. In questo viaggio però ho visitato solo la Certosa, con le sue splendide opere senza tempo…

Poco prima di entrare nella vasta Chiesa, dalla cima della scalinata ecco il bellissimo paesaggio che si apre di fronte a noi come una quinta teatrale, con tanto di montagne alle spalle, e quel verde che già ci fa sognare la futura primavera…

La nostra guida apre il portone, il rumore delle chiavi risuona nel vasto silenzio dell’interno. Una volta varcata la soglia vengo rapito da una bellezza da lasciarmi senza parole. Oltre alle luci naturali anche le luci artificiali illuminano lo spettacolo dei dipinti, con quei colori vivi, e quelle rappresentazioni fantastiche….

Le porte si aprono davanti a noi, ci affacciamo verso l’altare, la meraviglia ci accoglie, la storia ci viene incontro, facendoci dimenticare per un po’ la vita di tutti i giorni, e gli infiniti problemi di questo brutto periodo….

Quella statua all’ingresso sembra salutare i turisti, la sua armoniosa bellezza ci da il benvenuto, si cammina cercando di fare pochissimo rumore, anche i clic della macchina fotografica sembrano interrompere la riflessione intima di quell’atmosfera senza età…..

Avrete senz’altro capito che stiamo entrando nella meraviglia della storia, dove l’arte sarà dominante su tutto, e dove proverò a farvi rivivere le sensazioni dei vecchi monaci che un tempo vivevano qua. Non vi resta che seguirmi, grazie mille per la vostra attenzione….😊😉👍

La Certosa di Calci, 1° parte…

Inizia con oggi un nuovo viaggio, lasceremo per un po’ la natura per entrare nella storia, non vi tedierò con date e personaggi, ma come sempre farò un’elaborazione letteraria di questa visita alla Certosa di Calci. Volevo citare in apertura la blogger che mi ha fatto conoscere questa realtà italiana, di cui fino a un paio di settimane fa, non conoscevo l’esistenza, vi lascio il link al suo blog https://viaggiandoconbea.com/.
Ed ora possiamo cominciare, l’immagine di apertura vi mostra la bellissima facciata di questa Certosa, ma facciamo un passo indietro e cominciamo a vedere il bellissimo Viale di accesso che precede l’ingresso principale….

Ecco come appare ai visitatori la facciata esterna delle mura che circondano il vasto complesso. Prima del portone sulla sinistra c’è la biglietteria, dovete prenotare, in questo periodo si entra solo così. La visita è guidata, ma io sono riuscito abilmente a non cogliere le persone che erano con me, per cui vedrete immagini pure, tranne in qualche piccolo caso in cui il tutto è stato voluto…

La prima cosa che ci colpisce è la scritta sopra il portone d’ingresso, con le belle statue a fare da contorno. Già dalla scritta possiamo immaginare il luogo di culto in cui stiamo per entrare…..

La Certosa risale al 1300, molte opere esposte hanno subito pochi ritocchi, per cui appaiono ancora in tutto il loro antico splendore. Ormai è una realtà turistica e culturale, ma fino agli anni ’70 del secolo scorso era abitata dai monaci che qua facevano una vita di clausura, vivendo praticamente prigionieri in questa vasta e articolata struttura che andremo a vedere passo dopo passo….

Già prima di entrare una prima opera pittorica incuriosisce la nostra attenzione, e la collocazione della stessa all’interno di queste mura storiche c’invita a fare un viaggio nel tempo, un viaggio che farete assieme a me visitando questa Certosa passo dopo passo…

Una volta entrati eccoci sul vastissimo spazio che precede l’ingresso vero e proprio, quell’erba di un verde accesissimo ci fa dimenticare che siamo in inverno, le immagini infatti sono di due giorni fa, e ci catapulta con la fantasia ai caldi mesi estivi, sebbene il freddo di quella mattina poco aveva a che fare con questa stagione…

Dopo questa introduzione, da domani cominceremo ad esplorare i primi interni, spero di avervi incuriosito, e che vorrete seguire questa nuova esperienza visiva, in cui vi farò immergere completamente fra descrizioni e trame d’altri tempi…..👍😉

Camminando sulle nuvole, ultima parte…

Oltre le nebbie, sua maestà, il Monviso, sembrava sorvegliare la vasta pianura dall’alto delle sue vette. La luce dorata del tramonto era incantevole, e donava un’aria di magia a tutta la scenografia, compreso il tappeto di nebbie basse….

Era quasi buio, il tappeto di nubi sembrava diventare sempre più bianco, mentre sopra delle striature colorate donavano al cielo una visione da grande nord. Camminavo cercando di non inciampare nelle pietre del sentiero, il primo freddo della sera bussava piano piano…

Confini di silenzio
abbracciavano vette scure
dipingendo forme astratte
come pensieri dissolti
sul far dell’aurora.
Tutto era poesia
anche i passi sembravano versi
posati sul selciato della vita…

Un ultimo bagliore di fuoco illuminava la scena, quelle nubi alte erano proprio il degno finale di questa incredibile giornata, mentre mi apprestavo a percorrere l’ultimo km di sentiero…..

E poi ci sono quelle immagini che sono belle in se stesse, le cogli in un attimo e te ne innamori per la bellezza stessa del particolare. Certe volte penso che neppure studiandole certe immagini sarebbero riuscite meglio. Una donna esce dalla nebbia, avvolta nel freddo della notte s’incammina lungo il sentiero. C’è solitudine e silenzio, natura e mistero, un attimo di vita congelato in un istante d’inverno….

E’ buio quasi totale, alzo gli iso in modo da far apparire luce dove in realtà quasi non ce n’è più, il particolare del monte che scende nella nebbia mi era apparso qualcosa di fantastico, un momento di vera poesia!

Sono un apostrofo di nebbia
avvolto nella seta della notte
mentre scivolo silente
fra verbi freddi
e respiri di ricordi.
Poso le ultime emozioni
fra pagine di meraviglia
sfogliando fantasmi di luce
nel vergine inchino
di una notte fragile….

Anche questo viaggio è terminato, vi ringrazio per la passione con la quale avete seguito questi capitoli. Da domani cambieremo del tutto scenari, ho deciso di spezzare un po’ con la natura in se stessa, e di portarvi a visitare una Certosa, è un viaggio che ho fatto sabato, quindi 2 giorni fa. Andremo vicino a Pisa, per vedere la Certosa di Calci, una delle tante meraviglie del nostro Bel Paese. Vi aspetto come sempre, sperando di coinvolgervi in questa narrazione che ho preparato per voi…😉👍😊

Camminando sulle nuvole, 13° parte…

Raggiungo la cima di un altro monte sempre lungo l’Alta via dei monti liguri, qua incontro 2 ragazze infreddolite che si stavano consumando una birra mentre ammiravano lo spettacolo che avevano di fronte. Visto che era l’ultimo giorno dell’anno ci siamo scambiati gli auguri, poi io ho proseguito veloce per cogliere gli ultimi istanti del giorno prima della profonda notte….

Elementi di fede sembravano vegliare sull’immensità del paesaggio, su quelle candide sfumature che ricoprivano la mia Liguria in quello strano giorno d’inverno, dove era più caldo in quota che al suolo, almeno di giorno…

Il tramonto osservato sopra alle nuvole era qualcosa di grandioso, nell’ora blu il cielo si tingeva degli ultimi intensi colori, mentre il tappeto di nubi, grigio come il mare d’inverno, sembrava avvolgere tutta la costa….

Osservando il mare di nubi verso la pianura, si scorgeva una curiosa prospettiva, sembrava ci fosse un altopiano, oltre il quale si celava il vuoto. Le altre nebbie della pianura infatti erano molto più basse, per cui si venivano a creare questi due strati molto particolari, soprattutto se osservati da questa angolazione….

Verso nord ovest le nebbie erano scomparse, ed ecco il paesaggio che ricompare come per magia sul far della sera. Le colline, e la distesa delle Alpi, formavano una scenografia magnifica, resa ancor più incantevole dal colore del cielo, nelle ultime luci del giorno….

Sul versante meridionale invece lo spettacolo della nebbia proseguiva, la situazione era stranissima, perché da una parte avevo lo scenario limpido delle Alpi, mentre dall’altro lato avevo un tappeto di nubi candide come neve appena caduta, dalla quale emergevano solo le cime dei monti sui quali mi trovavo….

Domani l’ultima entusiasmante puntata di questo viaggio sopra alle nubi, poi cominceremo un nuovo viaggio che vi svelerò domani, vi aspetto come sempre, grazie mille per i vostri commenti…

Camminando sulle nuvole, 12° parte…

Tra fiati di nebbia e colori cangianti, ecco il tramonto. Arrivava veloce, come quelle ombre che a stento riuscivo a rincorrere su per gli irti crinali. Mi avvolgeva con i suoi colori, con quella dorata sfumatura che cambiava ogni cosa, ogni singolo particolare. Davanti a me un tappeto di fuoco si stendeva fra le ciglia della sera…

Raggiungo la vetta pochi istanti prima che il sole saluti del tutto il giorno, riesco a posizionare la reflex per un autoscatto, mi posiziono nel punto esatto, ed ecco che da dietro all’obiettivo ora divento complice del mio stesso scatto…..

Gli ultimi raggi mi baciano, mi accarezzano, sembrano amoreggiare con me, prima della lunga notte invernale. Le nubi si fanno scure, le ombre coprono tutto il paesaggio, ricordi di luce si fanno strada fra parentesi di nuove emozioni….

Un raggio quasi verde saluta il giorno, siamo nell’ora blu, la famosa ora che segue il tramonto, questa volta la vivrete sopra alle nuvole, e le sorprese non mancheranno, come sempre qua sul mio blog….

Le nubi sembravano neve, e sopra, un chiaroscuro di luci, donava al cielo una parvenza di aurora boreale. L’incanto dei colori continuava a stupirmi anche dopo che il sole aveva abbandonato il giorno….

Verso nord le Alpi sembravano sfumature distanti, creste di oceani agitati, dove le colline erano risacche, e dove le nebbie oziavano, fra ripostigli d’inverno, e nascondigli di vento….

Domani si prosegue, fra nuove visioni, incontri occasionali, e tanto altro ancora. Grazie come sempre per la vostre fedeli letture, per me è un immenso piacere avervi qua, sul mio blog… 🤗😊😉

Camminando sulle nuvole, 11° parte…

Il tramonto era ormai vicino, le montagne davanti a me rosseggiavano sempre più, mentre il mare di nubi assumeva sfumature fantastiche, di minuto in minuto i colori mutavano, ora assumevano una leggera tinta turchese, un vero idillio di meraviglia e incanto….

Pensate che la sotto, oltre la linea di costa, si estende l’infinita distesa del mar Ligure. Ora tutto era uniforme, sembrava che lo stesso mare fosse davanti a me, con le sue onde, con le sue creste mosse dal vento…..

Il sole era così basso, che il bordo del sentiero faceva ombra, andando a creare una singolare striscia scura che si snodava davanti a me, una linea d’ombra da seguire, persi nell’infinta bellezza del panorama che mi circondava….

Un mix di stagioni si apriva davanti a me, andando a creare visioni d’altrove, dove gli stessi colori, le stesse sensazioni, sembravano fondersi assieme, allargando gli orizzonti, che ora sembravano fuggire oltre le linee dei monti che vedevo all’orizzonte….

Ecco un altro punto tappa, questo è quello dal quale ero partito, in quel ristorante ho mangiato più volte, pensate si chiama “la nuvola sul mare” nessun nome poteva essere più adatto in una giornata come questa. Subito dietro ecco il Monte Dente, ora illuminato dalle tinte accese del tramonto, con la sua corona di nebbia a cingere i suoi crinali….

Risalgo velocemente una vetta per aspettare il momento del tramonto, le valli erano già nere come la pece, mentre il tetto delle nuvole era candidamente dipinto da sfumature calde come le luci di quello strano tramonto….

Domani osserverete il momento del tramonto, ci sarà anche un mio selfie fatto in cima alla vetta. Io nel frattempo sarò in Toscana a fotografare nuove meraviglie italiane di cui parlerò in futuro anche qua nel blog, chi mi segue su instagram domani vedrà un’anteprima….😊👍😉

Camminando sulle nuvole, 10° parte…

Fluttuanti nubi
disegnavano meraviglia
fra crisalidi d’inverno.
Anche i pensieri
erano nuovi
rinati in quegli spazi smisurati
dove le sillabe danzavano
come note sul pentagramma delle emozioni…

Le nude rocce ricevevano gli ultimi raggi del sole, sembravano assorbirne il colore, contrastando in maniera netta con la distesa soffice e cangiante del paesaggio sottostante. Era come volare, sospesi su cristalli di cielo…

Mentre facevo ritorno mi volto verso nord, ecco sua maestà il Monviso e tutto il gruppo delle Alpi Occidentali. Sotto altri tappeti di nebbia coprivano borghi, colline, pianure, città…..

Gli effetti ottici e la distanza, unite alla nebbia e al tramonto, creavano suggestioni oniriche dai tratti fantasy, surreali e unici allo stesso tempo. Ecco le catene montuose delle Alpi, sembravano sollevarsi, le vedevo sospese, come immensi vascelli galleggianti su un mare di nebbia. Era come trovarsi in un mondo alieno, dove le stesse dimensioni prendevano nuove forme, misure e proporzioni su cui confrontarsi fra parentesi di nuda gravità…..

Arretro nel mio volo pindarico, ed ecco le colline rosseggianti per il tramonto, sapevano d’autunno, pur essendo dicembre. Sfumature nuove, dipingevano il paesaggio con pennellate d’arte, rinnovata e vergine, come la bellezza che nasceva fra le clessidre del mio sguardo….

Un vento stranamente caldo sfiorava i fili d’erba, li faceva vibrare come corde di chitarra. Suonavano melodie in quell’affresco di Liguria, tutto era nuovo, anche i miei passi sembravano percorrere quei sentieri per la prima volta, sebbene fossero per me famigliari….

Domani proseguiremo il viaggio verso il tramonto, le luci si faranno sempre più intense, calde. Assieme a me vivrete altri stupendi attimi di meraviglia e stupore, grazie mille per le vostre sentite letture ….🤗😊👍👍