IMG_6001

Il futuro del Pianeta è a rischio, lo leggiamo da anni, eppure sembra che i Grandi della Terra ancora non ne siano a conoscenza. Il disaccordo sul clima rischia di passare come la più grande sconfitta del nostro futuro, proprio mentre si cerca di sostituire le fonti di energia a favore di un Pianeta che urla la sua fine.
Fra qualche decennio moltissime zone del nostro Pianeta saranno desertiche, il caldo sarà così proibitivo che costringerà milioni di persone a trasferirsi altrove, con tutte le conseguenze del caso. L’innalzamento dei mari cancellerà alcuni dei più bei paradisi che conosciamo oggi, molte isole spariranno,  le coste verranno erose dall’avanzata delle acque. Saremo costretti a ridisegnare i confini, molte città costiere saranno a rischio inondazioni. Tutto questo non accadrà in un futuro remoto, ma già alla fine  del secolo che stiamo vivendo.
L’uomo con le sue scelte insensate, con il denaro e l’avidità della propria ricchezza, sta condannando l’umanità ad affrontare un futuro del quale sembra non comprenderne la gravità. Speriamo solo che gli uomini di domani riescano ad essere più saggi di chi li ha messi al mondo, solo così il nostro bellissimo Pianeta avrà ancora la possibilità di essere meraviglioso come l’abbiamo conosciuto noi.

In occasione delle giornate dei Rolli nella mia Genova ho scattato molte foto che potete vedere nel mio sito fotografico  www.massimoverrina.com  dove troverete moltissime gallerie d’immagini che aggiorno periodicamente in base ai miei viaggi.

Alla fine della galleria fotografica troverete anche 3 video che se avete tempo vi consiglio di guardare, illustrano le immagini e vogliono essere un breve riassunto della bellezza di queste giornate d’arte, storia e cultura della mia città.

Grazie delle vostre visite (:-)) presto torno a scrivere anche qua, magari per aggiornarvi sul sito e non solo……

Il clima non sta cambiando, è già cambiato. Detta così potrebbe sembrare una di quelle frasi di fatto urlata in preda all’ansia, magari dopo un nubifragio che ha allagato una città , ma la realtà dei fatti è molto più complicata di quelle che sembra, e anche drammaticamente reale. Il Polo Nord durante la stagione estiva sta perdendo tutto il suo ghiaccio, l’estate appena conclusa è stata la peggiore di sempre, molti studiosi sono del parere che da qui a 30 anni il mare artico durante la stagione estiva sarà completamente sgombro dal ghiaccio.
Le ripercussioni non saranno solo a livello locale, ma mondiale. Un qualsiasi cambiamento del clima su una zona del Pianeta ne richiama immediatamente un altro, e questa catena ormai non ha più sosta.
Le conseguenze, che già sono sotto gli occhi di tutti, sono un clima impazzito, stagioni di siccità tremenda, gli Stati Uniti quest’anno ne sono la prova più schiacciante, alluvioni anche in luoghi apparentemente inusuali, ad esempio un paio di settimane fa c’è stata un’alluvione lampo a Las Vegas, in una zona normalmente desertica, dove cadono pochi millimetri di pioggia al mese, e via di questo passo.
Tutto ciò comporta, o meglio dovrebbe comportare, una modifica degli stili di vita, dell’economia in genere, che dovrebbe farsi carico di costruire più risorse per una Terra sempre più alla fame, e monitorare costantemente un territorio molto spesso lasciato alla deriva di se stesso.
In questi giorni stiamo assistendo a frequenti ondate di maltempo che stanno interessando a più riprese il nord Italia, vorrei porre l’attenzione proprio su questi esempi, perchè nulla, o molto poco, si è fatto durante l’estate per prevenire i danni di un’eventuale ondata di maltempo eccezionale, come quelle che di solito capitano in questo periodo.
Io mi chiedo, deve per forza esserci un morto o un disastro per mettere in sesto un territorio a di poco fragile come quello italiano?! Pare che i problemi della casta politica siano al vertice di tutti i nostri pensieri, non si fa che parlare di soldi mangiati a destra e a sinistra, ma nessuno che pensi alle varie problematiche legate all’ambiente in cui viviamo ogni giorno, salvo poi accorgersene dopo uno dei tanti disastri naturali.
Nei prossimi anni ai tanti problemi legati ad un’economia allo sbando, si affiancheranno quelli alimentari, le risorse del Pianeta si stanno esaurendo, e le tremende siccità, le alluvioni, gli uragani, stanno mettendo in ginocchio molte Nazioni che vivevano solo per quello, ed allo stesso tempo creano un danno a tutto il sistema produttivo. Meno prodotti, vuol dire costi più elevati, una crescita del disagio sociale, e tante altre cose certamente non positive.
Speriamo solo che non ci mettano troppo ad accorgersene.L’uomo stenta a seguire un clima che cambia, e non riesce a svincolarsi dalle sue regole basate e costruite su un mondo che ormai non esiste più , soltanto attraverso una nuova ridistribuzione delle risorse si potrà uscire da questo tunnel nel quale siamo entrati. A mio avviso ogni Paese della Terra dovrebbe impegnarsi per la salvaguardia del suo territorio, soltanto così si potrà garantire alle future generazioni un piatto in cui mangiare.

A voi le vostre opinioni…………..

Sembra assurdo, eppure è vero. Al giorno d’oggi chi fa del bene diventa un’eroe. Siamo così abituati a fregarcene degli altri, a passare sopra a tutto, che quei pochi che compiono dei gesti tutto sommato normali, diventano di punto in bianco degli eroi a cui dare delle medaglie, a cui dedicare una giornata speciale.

Al di la del fattore positivo che una simile occasione possa avere sulla popolazione, la riflessione che vorrei proporre è un’altra, ovvero il declino della nostra società. Ogni giorni si leggono di omicidi nati da futili motivi, quasi come se ammazzare una persona sia diventata una cosa frivola, a cui non dare alcun valore. Certo la giustizia in Italia ci mette la sua, processi che durano anni, gente che viene scarcerata dopo che è stata condannata all’ergastolo, magari per problemi di salute, ma bisognerebbe cercare di ricreare quella coscienza sociale che sta scomparendo, educare i giovani a fare del bene, ad aprirsi versi gli estranei, cercando di non opprimere quella bellezza di sguardi che la giovinezza ci ha regalato. Dovremmo domandarci più spesso che avremmo fatto in certe situazioni se fossimo partiti senza pregiudizi, se avessimo ascoltato con più attenzione le ragioni dell’altro, perchè quando c’è una lite, una guerra, a sbagliare non è mai uno solo, si è sempre in due.

Ad ognuno le sue riflessioni….

A pochi giorni dalla tragedia che ha catalizzato l’opinione pubblica mondiale, e quando ancora non si hanno notizie degli ultimi dispersi, per le strade, alle tv, in tutti i programmi, non si fa altro che parlare di ciò che è stato, e di ciò che si sarebbe potuto evitare. Ognuno diventa esperto, sembra quasi che tutti abbiano soluzioni, si sprecano le opinioni, talvolta contrastanti, che rimbalzano da un notiziario all’altro.

Sembra  impossibile che nel 2012 possano accadere tragedie simili, siamo abituati a pensare ad un  mondo tecnologico, dove tutto viene previsto, calcolato, analizzato. Eppure ci sono ancora molte operazioni che soltanto l’essere umano è in grado di gestire, controllare, impedire. E così, ecco che un gigante dei mari, di 107.000 tonnellate di stazza, un mostro di ferro e tecnologia che tutto il mondo ammirava, all’improvviso si trova in balia di se stesso, vittima di quello stesso mare che sapeva gestire con incredibile dolcezza. Vittima di un processo razionale che non ha impedito lo svolgersi degli eventi, fragile come un essere umano, disattento e impreciso, spavaldo e vanitoso.

Un complesso avvolgersi di situazioni, ancora tutte da chiarire, che ha portato alla rovina uno dei gioielli contemporanei della cantieristica mondiale, un esempio di stile ed eleganza che portava in alto la bandiera italiana, e che ora si trova su tutte le testate mondiali, arenato su quel fondale roccioso, come pietra di scandalo e sciagura.

Si è tirata in ballo anche la sorte, con quel venerdì 13, e quella bottiglia che non si è rotta durante il varo, ma sarebbe bastata una manciata d’incoscienza in meno per scongiurare una simile tragedia. Ancora una volta l’Italia, con tutta la sua parte peggiore, è balzata all’attenzione mondiale, proprio ora che l’economia sta scivolando in basso, proprio in quest’anno in cui una delle manovre finanziarie più dure ci sta chiamando in causa.

Mentre si attendono notizie degli ultimi dispersi, una riflessione appare doverosa. Si è più volte visto questi giganti dei mari sfiorare le nostre coste, in un misto di teatralità e coreografia in cerca di ovazione. C’è da chiedersi se questi spettacoli di pura scenografia servano ad aumentare i profitti del settore, a mio parere per nulla. Quello che invece cresce a dismisura, è il rischio d’incappare in incidenti come questo, assurdi e senza scopi. Speriamo che la tragica realtà di questi giorni possa insegnarci a vedere il futuro con occhi diversi, dove la vera euforia sia quella di un uomo finalmente saggio che fa prevalere il buon senso, alla superficialità di un apparire futile e ottuso.

Una nuova pagina attende la nostra martoriata Italia, la manovra appena varata è fra le più dure degli ultimi decenni. D’accordo che l’Europa ci ha chiesto sacrifici, va bene che i mercati oggi siano in netta ripresa, e lo spred stia diminuendo, ma il punto è ” Perchè a pagare sono sempre gli stessi?”  I lavoratori, i pensionati, quelli che il lavoro l’hanno perso, o non riescono a trovarlo.

Anche se questa manovra ha inserito delle nuove tasse ai più abbienti, sta di fatto che andremo in pensione più tardi, le stesse pensioni saranno da fame, si faticherà sempre più ad arrivare a fine mese, e tutto questo farà da freno all’intera economia, aumentando il rischio recessione nei prossimi anni. Eh si, perché se ci sono pochi soldi e un mare di tasse da pagare tutti rimandano gli acquisti, limitandoli a quelli strettamente necessari, le industrie non avendo più ordini rallentano la produzione, col rischio che molte ditte piccole chiudano i battenti, e tutto questo aumenta senza fine il circolo vizioso della crisi.

Pensano di aver varato una manovra da applausi, forse per l’Europa appare così, ma tutti i problemi sono solo rimandati, perchè non può esserci crescita se  girano pochi soldi, se si fatica ad arrivare a fine mese, se le ditte chiudono e i giovani entrano nel mondo del lavoro sempre più tardi, perché hanno deciso di farci lavorare fino alla vecchiaia. Un futuro con queste premesse non potrà che generare insoddisfazioni, malessere sociale, bilanci negativi della nostra economia nel lungo termine.

 

il divario fra potere d’acquisto e salari si allarga sempre più, sembra ormai inarrestabile questa crisi che asciuga i nostri portafogli senza alcun limite. Sarà uno dei Natali peggiori degli ultimi decenni e soltanto il 10% delle tredicesime sarà speso per regali, il resto andrà in bollette, assicurazioni, tasse varie.
Il brutto di questa situazione è che si prospetta un 2012 ancora peggiore, col rischio recessione che fra venire i brividi solo a parlarne.
Difficile pensare come ne usciremo da questa condizione, di sicuro non sarà breve questa egemonia sociale che vede allargarsi sempre più la differenza fra poveri e abbienti.
E fra tutte queste notizie negative ci sono anche quelle che dovrebbero farci riflettere, come ad esempio lo stanziamento sempre più ridotto assegnato alle politiche ambientali, con un territorio che si sgretola sotto i nostri occhi, e disastri ben visibili ad ogni ondata di maltempo, quest’autunno dovrebbe averci insegnato qualcosa!!

A voi le vostre opinioni……..

La crisi italiana non conosce tregua, ogni giorno notizie allarmanti segnano lo scandire delle  ore. Si dava la colpa al governo precedente, ora non si sa più a chi dare la colpa. Il problema non è tanto in ciò che si è fatto, ma in ciò che s’intende fare, ed è qua che i mercati ci attendono, con uno spred che sale alle stelle, con un’inflazione che non conosce tregua, con milioni di persone che non riescono ad arrivare a fine mese.

Se i nostri parlamentari invece di fare discorsi guardassero nelle tasche della povera gente, forse capirebbero quanto sono egoisti, vigliacchi, ipocriti. Ma questo non lo fanno, se ne guardano bene dal farlo.

Cercano ogni pretesto per mettersi in buona luce, c’illudono di poter cambiare l’economia, e intanto le nostre tasche si svuotano, e il prossimo Natale sarà dura anche fare dei regali.

 

Le  notizie buone non si trovano, o meglio non si vogliono trovare, perchè non fanno audience, eppure sono quelle che potrebbero rubarci un sorriso in questo momento così duro nel cammino del nostro martoriato Paese.

 

Avete buone notizie? Parliamone!

Nella corsa frenetica della vita quotidiana sovente dimentichiamo i piccoli gesti che ci hanno resi felici nelle stagioni del nostro recente passato. I computer, la tecnologia, governano il mondo, anche il nostro, quello che ogni giorno ci sfiora, come una luce che bussa alle finestre dell’alba.

Eppure basterebbe poco, un piccolo momento per riflettere su ciò che davvero conta nella nostra realtà. Ma tutto sembra distante, astratto, come un film che sfiora la nostra immaginazione, lasciandoci nudi, di fronte ad una solitudine che avanza sempre più, stringendoci al cappio del progresso con la corda dell’indifferenza.

Con questo post che apre questo mio spazio, v’invito a lasciare i vostri commenti ed esprimere i vostri desideri. Come vorreste che fosse il vostro futuro? Quali cose lascereste nella valigia di oggi per la vostra nuova vita?

Parliamone liberamente, e lasciamo trasparire il nostro vero io dalla porte socchiuse della nostra intima solitudine.

 

Vi aspetto numerosi……

Cari amici, permettete che mi presenti, molti di voi mi seguiranno già da anni su molte piattaforme, come maxilpoeta.
In questo nuovo blog che ho aperto però, non vi parlerò di poesia, per quello vi rimando agli altri, ma approfondirò delle riflessioni sociali sulle quali invito tutti voi a lasciarmi dei commenti.

Per ora vi lascio un messaggio di benvenuto, presto cominceremo a conoscerci meglio .